“Paolo Vive” anche a Montréal

Feb 12, 2025

Il docufilm dedicato al Giudice Borsellino sarà proiettato il 19 marzo al Centro Leonardo da Vinci (CLDV)

Su iniziativa del Com.It.Es di Montréal e dei Giuristi Italo-Canadesi del Québec e con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Montréal

Al Piccolo Teatro ci sarà anche la regista siciliana Debora Scalzo, che, con il documentario sul magistrato ucciso dalla Mafia nel 1992, parteciperà ai David di Donatello 2025 nella Sezione “Film Opere Prime – Esordio alla Regia”

MONTRÉAL – La strage di Via D’Amelio del 1992 scosse profondamente Palermo e l’intera Italia, provocando la tragica morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. “Paolo Vive” (2024) intreccia con maestria l’instancabile ricerca della giustizia di Borsellino, rappresentato magistralmente da Bruno Torrisi, con le toccanti riflessioni di coloro che hanno condiviso il suo coraggioso viaggio, dall’agente di scorta sopravvissuto Antonio Vullo a Luciano Traina poliziotto che ha arrestato Giovanni Brusca e fratello di Claudio Traina, uomo della scorta di Paolo Borsellino vittima nella Strage di Via d’Amelio. Attraverso interviste intime, testimonianze inedite e filmati d’archivio, questo documentario non solo onora l’eredità duratura del magistrato, ma funge anche da grido di battaglia per una nuova generazione, esortandola ad abbracciare i suoi valori di integrità e coraggio. “Paolo vive” è un potente invito a continuare la lotta contro la minaccia mafiosa, mantenendo viva la memoria di un uomo che ha sacrificato la propria vita per il bene comune. Perchè la vera Sicilia è Paolo Borsellino.

Film opera prima ai David di Donatello 2025. La regista Debora Scalzo, scrittrice di successo di libri dedicati alle forze dell’ordine, sceneggiatrice di importanti film antimafia, ha debuttato alla regia l’anno scorso con “Paolo Vive”, in concorso ai Premi David di Donatello 2025, tra i «Film opere prime – Esordio alla regia». Nipote di nonno Lorenzo, poliziotto che negli anni più cruenti della criminalità organizzata in Sicilia ha scortato vari magistrati antimafia tra cui il giudice Cesare Terranova, Debora ha dichiarato: “Essere in concorso ai David di Donatello è un onore immenso. Un grande traguardo raggiunto con tanti sacrifici, sono felicissima di poter divulgare l’educazione alla legalità attraverso i miei progetti cinematografici. Felice di aver debuttato con un grande attore come Bruno Torrisi. Paolo Vive è un docufilm diverso dai soliti documentari, poiché ho voluto dare ampio spazio alle personalità che hanno vissuto gli anni delle Stragi, raccontando ciò che in passato è sempre stato tagliato, io non ho tagliato nulla, ho voluto raccontare la verità scomoda e ne vado orgogliosa”.

Il 19 marzo a Montréal. Il 10 e 11 febbraio, “Paolo Vive” è uscito nel Granducato del Lussemburgo, con la regista ospite in Ambasciata per dialogare col pubblico. Poi è stata volta del Principato di Monaco, Belgio, Olanda, Inghilterra, Svizzera, Brasile e Argentina. A marzo Paolo Vive uscirà anche da questa parte dell’oceano: New York, Washington, Los Angeles, Vancouver e Montréal. Su iniziativa dell’Associazione dei Giuristi Italo-Canadesi del Québec (AGICQ) e del Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es) di Montréal, e con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Montréal, il docufilm sarà proiettato il 19 marzo al Piccolo Teatro del Centro Leonardo da Vinci (8370 Bd Lacordaire, Saint-Léonard) alla presenza della regista siciliana Debora Scalzo. Il Docufilm è in distribuzione internazionale in collaborazione con la Farnesina e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Debora Scalzo

In lavorazione il film poliziesco “Oltre la Divisa”. Dopo la distribuzione internazionale, la Scalzo rientrerà in Italia, a Catania, per la lavorazione del suo nuovo film drammatico poliziesco “Oltre la Divisa”, che affronta temi di grande impatto sociale: corruzione, abuso di potere, sesso, amore, tradimenti, omosessualità, violenza e giustizia. Raccontando cinque storie intrecciate di uomini e donne in divisa, il film darà voce a vittime di mafia, come l’Ispettore Capo Giovanni Lizzio, metterà in luce la storia controversa e perversa tra un Generale dell’Arma corrotto e una prostituta, passando ad una storia di violenza subita da una soldatessa. Scalzo descrive il progetto come una denuncia contro le “mele marce”, ma anche un tributo a chi indossa la divisa con onore e sacrificio. Nel cuore della narrazione si intrecciano passato e presente, con scene ambientate tra il 1992 e i giorni nostri, non solo in Sicilia, ma anche in Svizzera e Brasile. “Oltre la Divisa” promette di far sognare, riflettere e commuovere, esplorando il lato umano e fragile di chi si trova “oltre la divisa” e di chi spesso dietro ad alti gradi istituzionali fa abuso di potere. Un progetto ambizioso e coraggioso che consolida Debora Scalzo come figura di riferimento del cinema antimafia italiano che rivoluziona i tabù.

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